Il cambiamento più significativo nella politica solare residenziale europea degli ultimi due decenni è ora confermato: la Germania eliminerà gradualmente le tariffe fisse di feed-in per i nuovi piccoli impianti solari fotovoltaici, una mossa che analisti di settore e associazioni di categoria avvertono potrebbe accelerare il declino delle installazioni residenziali già registrato nel primo trimestre del 2026. La decisione, concordata dal governo tedesco a fine luglio 2026, rimuove il principale incentivo finanziario per i proprietari di casa a esportare l’energia in eccesso nella rete, costringendo a una svolta strutturale verso l’autoconsumo e lo stoccaggio a batteria. Nel frattempo, uno sviluppo contrapposto sta prendendo forma nell’Europa sud-orientale, dove la Federazione di Bosnia ed Erzegovina ha lanciato il suo primo schema di sussidi per il solare residenziale, segnalando che il mercato europeo si sta frammentando in regimi politici distinti: uno di ritiro dei sussidi nei mercati maturi e uno di adozione guidata dallo stato in quelli emergenti.
La storica legge tedesca sulle energie rinnovabili (EEG) è stata la spina dorsale dello sviluppo solare europeo per due decenni, ma l’accordo del governo per eliminare gradualmente le tariffe fisse di feed-in per i nuovi piccoli sistemi fino a 25 kW segna una rottura definitiva. Secondo il rapporto di Clean Energy Wire del 30 luglio 2026, il governo ha concordato di eliminare gradualmente le storiche tariffe fisse di feed-in per i nuovi piccoli impianti solari fotovoltaici. La bozza di legge va oltre: prevede di tagliare qualsiasi compensazione per i nuovi impianti fotovoltaici fino a 25 kW – siano essi residenziali o commerciali – che immettono energia nella rete dal 2027, come dettagliato nel rapporto di PV Tech del 7 maggio 2026.
La logica politica è la stabilità della rete. Il rapporto di Bloomberg del 18 luglio 2026, “La Germania taglierà i sussidi alle rinnovabili mentre l’ondata solare mette alla prova le reti”, evidenzia che l’ondata solare sta mettendo alla prova le reti di distribuzione del paese. Il volume enorme di generazione solare a mezzogiorno sta creando congestione della rete, e il governo ora sta dando priorità al taglio e ai segnali basati sul mercato rispetto ai pagamenti garantiti. Questa è un’inversione diretta della logica originale dell’EEG, che era quella di incentivare la generazione massima indipendentemente dalla capacità della rete.
Il mercato ha già risposto al previsto cambiamento politico. L’analisi di PV Tech del 7 maggio 2026, “Il calo del solare residenziale trascina le installazioni fotovoltaiche tedesche nel Q1 2026”, riporta che le installazioni solari residenziali in Germania sono diminuite nel primo trimestre del 2026, trascinando al ribasso le cifre complessive delle installazioni fotovoltaiche. L’associazione di categoria BSW-Solar ha messo in guardia contro ulteriori tagli ai sussidi, sostenendo che i piani della bozza di EEG potrebbero far scendere ulteriormente le installazioni. I dati suggeriscono che i proprietari di casa stanno ritardando o cancellando progetti in previsione del taglio delle compensazioni del 2027, creando una profezia che si autoavvera di declino della diffusione.
Non si tratta di un calo marginale. Le cifre del Q1 2026 rappresentano la prima grande contrazione trimestrale nel segmento residenziale dalla crisi energetica del 2022 che ha innescato un boom. La combinazione di prezzi elevati dell’elettricità, che avevano reso il solare economicamente attraente anche senza sussidi, ora è compensata dall’incertezza sulla compensazione del feed-in e dal costo crescente del capitale.
Con la scomparsa delle tariffe feed-in, il caso economico del solare residenziale si sposta dalla vendita di energia alla rete alla massimizzazione dell’autoconsumo. È proprio qui che lo stoccaggio a batteria diventa critico. La fiera Intersolar Europe 2026, tenutasi a Monaco a fine giugno, ha mostrato questa tendenza. Il rapporto di Energy Storage del 2 luglio 2026 su Fox ESS rivela che l’azienda punta su batterie domestiche più grandi mentre la sua spinta commerciale e industriale (C&I) guadagna terreno. Christoph Schön, direttore generale per la regione DACH di Fox ESS, ha detto a pv magazine a Intersolar Europe della strategia di dimensionamento residenziale dell’azienda, che ora è orientata verso unità di capacità maggiore in grado di immagazzinare più surplus solare diurno per l’uso serale.
La logica è semplice: senza una tariffa feed-in, ogni kilowattora esportato nella rete è un’opportunità di guadagno persa, e ogni kilowattora importato dalla rete di notte è un costo. Una batteria più grande colma questo divario. La strategia di Fox ESS riflette un consenso più ampio del settore secondo cui il mercato tedesco, e per estensione quello europeo, sta passando da un modello “solo solare” a un modello “solare più stoccaggio”. La spinta C&I dell’azienda indica anche che la stessa logica si applica ai tetti commerciali, dove i costi di domanda e il peak shaving rendono le batterie ancora più attraenti dal punto di vista finanziario.
| Paese/Regione | Direzione politica | Misura chiave | Segnale di mercato | Fonte e data |
|---|---|---|---|---|
| Germania | Eliminazione graduale dei sussidi | Nessuna compensazione feed-in per nuovi sistemi ≤25 kW dal 2027 | Installazioni residenziali Q1 2026 in calo | PV Tech, 7 maggio 2026; Clean Energy Wire, 30 luglio 2026 |
| Germania | Stabilizzazione della rete | Taglio dei sussidi alle rinnovabili per gestire l’ondata solare | Rischio congestione rete; taglio | Bloomberg, 18 luglio 2026 |
| UE (Bruxelles) | Diversificazione della catena di approvvigionamento | Le banche di sviluppo non finanziano progetti che utilizzano inverter cinesi | Impatto potenziale su ~20% del build-out commerciale | Euractiv, 17 giugno 2026 |
| Federazione di Bosnia ed Erzegovina | Lancio di nuovi sussidi | Primo schema di sussidi per il solare residenziale (2026-2030) | Nuovo ingresso nel mercato; focus sull’autoconsumo | PV Europe, 17 agosto 2026 |
| Germania (Industria) | Adozione di batterie | Fox ESS spinge su batterie domestiche più grandi | Passaggio al modello di autoconsumo | Energy Storage, 2 luglio 2026 |
Mentre la Germania smantella il suo regime di sussidi domestici, l’Unione Europea sta erigendo nuove barriere alla concorrenza esterna. Il rapporto di Euractiv del 17 giugno 2026, “L’industria solare europea ridotta vede un’opportunità mentre Bruxelles si rivolta contro la Cina”, dettaglia come l’esecutivo UE abbia diretto le banche di sviluppo del blocco a non finanziare progetti solari che utilizzano inverter cinesi. Gli inverter sono il ‘cervello’ che collega i pannelli alla rete, e questa misura potrebbe potenzialmente influenzare un quinto del build-out commerciale, secondo il rapporto.
Questa è un’intervento significativo nel mercato. Sebbene la misura sia volta a prevenire la dominanza di fornitori singoli (leggi: Cina) in tecnologie strategiche chiave, ha conseguenze pratiche immediate per gli sviluppatori di progetti. Se un progetto commerciale dipende dal finanziamento delle banche di sviluppo UE, deve ora procurarsi inverter da produttori non cinesi, che sono tipicamente più costosi e possono avere tempi di consegna più lunghi. Questo potrebbe rallentare la diffusione commerciale, anche mentre il segmento residenziale in Germania si sta già raffreddando.
Il tempismo è notevole. L’UE sta spingendo per “aste di resilienza” per l’eolico onshore e il solare su larga scala secondo la Legge UE sull’industria a zero emissioni nette, che richiederebbe componenti fabbricati in Europa. Questo è un intervento dal lato dell’offerta progettato per ricostruire una base manifatturiera europea che è stata decimata dalla concorrenza cinese. Tuttavia, crea un mercato a due livelli: uno per progetti sovvenzionati/finanziati con requisiti di contenuto europeo, e un altro per progetti puramente privati, non sovvenzionati, che possono ancora utilizzare componenti cinesi più economici.
In netto contrasto con la Germania, la Federazione di Bosnia ed Erzegovina sta lanciando il suo primo programma di sussidi per il solare residenziale. Secondo il rapporto di PV Europe del 17 agosto 2026, il programma è progettato per sistemi fotovoltaici privati focalizzati sull’autoconsumo. Con durata dal 2026 al 2030, il programma è stato adottato dall’Operatore per le energie rinnovabili e la cogenerazione efficiente (OIEiEK), l’organismo responsabile dell’amministrazione del supporto, e pubblicato nella gazzetta ufficiale della Federazione.
Questo è il primo schema del suo genere nella Federazione, segnando un passo significativo per un paese che è rimasto indietro rispetto al resto dell’Europa nell’adozione del solare. Il focus sull’autoconsumo è notevole; suggerisce che la Federazione sta imparando dall’esperienza tedesca e sta progettando uno schema che incoraggia l’uso locale dell’energia solare piuttosto che l’esportazione nella rete. Questo evita i problemi di congestione della rete che la Germania sta ora affrontando. Il sussidio abbasserà il costo iniziale dei sistemi fotovoltaici residenziali, rendendoli accessibili a una fascia più ampia della popolazione.
Il contrasto tra Germania e Bosnia è istruttivo. La Germania, con il suo mercato maturo e la rete satura, si sta muovendo verso un modello basato sul mercato in cui il solare deve competere sui propri meriti. La Bosnia, con il suo mercato nascente e il minor consumo di elettricità, sta usando sussidi statali per avviare l’adozione. Entrambe le politiche sono razionali nei rispettivi contesti, ma indicano una divergenza nella politica solare europea che definirà il prossimo decennio.
Per i proprietari di case tedeschi, il messaggio è chiaro: l’era delle tariffe feed-in garantite sta finendo. Il calcolo economico per un nuovo sistema fotovoltaico deve ora basarsi sui tassi di autoconsumo, che tipicamente vanno dal 30% al 50% senza batteria, e possono salire al 70-80% con una. Il periodo di ammortamento si allungherà, e il caso di investimento dipenderà più pesantemente dalla volatilità dei prezzi dell’elettricità e dal costo dello stoccaggio a batteria. L’avvertimento di BSW-Solar contro ulteriori tagli ai sussidi è una supplica per proteggere il mercato residenziale da un collasso, ma il governo sembra impegnato nell’eliminazione graduale.
Per i proprietari di progetti C&I, la posizione dell’UE sugli inverter cinesi è una nuova variabile. I progetti che dipendono dal finanziamento delle banche di sviluppo UE devono ora considerare il costo e la disponibilità di inverter fabbricati in Europa. Questo potrebbe aumentare i costi del progetto di un margine misurabile, potenzialmente rendendo alcuni progetti non redditizi. Tuttavia, crea anche un’opportunità per i produttori europei di inverter, che hanno visto la loro quota di mercato erosa dai concorrenti cinesi.
Per i proprietari di case in Bosnia ed Erzegovina, il nuovo schema di sussidi è un chiaro incentivo a passare al solare. Il focus del programma sull’autoconsumo significa che i sistemi saranno probabilmente dimensionati per corrispondere alla domanda domestica, che è un modello più sostenibile rispetto ai sistemi sovradimensionati che erano comuni in Germania durante il boom delle tariffe feed-in.
Il mercato solare residenziale europeo sta subendo una ristrutturazione fondamentale. L’eliminazione graduale delle tariffe feed-in in Germania segna la fine di un’era, ma non è la fine del solare. È una transizione verso un modello più complesso, integrato con lo stoccaggio, in cui il valore del solare è determinato dalla sua capacità di compensare gli acquisti dalla rete, non da tassi di esportazione fissati dal governo. Le misure commerciali dell’UE aggiungono uno strato di complessità geopolitica, mentre il nuovo schema di sussidi della Bosnia mostra che la storia solare europea non è uniforme. I prossimi due anni riveleranno se il mercato tedesco può stabilizzarsi su una nuova base più bassa, e se i mercati emergenti nell’Europa sud-orientale possono colmare il divario.